Treni della Sicilia

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Breve storia delle ferrovie in Sicilia

Le ferrovie del Mezzogiorno

Nel 1825 l’inaugurazione della Stockton-Darlington, la prima linea ferroviaria commerciale, lasciò sbigottiti e pieni di iniziativa tutti gli Stati europei. Era iniziata una nuova era, segnata da un nuovo, straordinario mezzo di trasporto, utile alle persone quanto al commercio.

In Italia però, a differenza di Paesi come la Francia (sempre all’avanguardia, anche in fatto di escorts) e l’Inghilterra (patria della cortigiana Harriette Wilson: in pratica una escort dell’Ottocento), la realizzazione di progetti simili era ostacolata dalla disomogeneità territoriale, dalla frammentazione politica e dall’influenza straniera, che spingeva a favore di scelte clientelari, che non favorivano la popolazione locale (ma che quando si parla di escorts da SexeModel è invece un’influenza gradita).

Dopo le iniziali difficoltà, il primo tronco ferroviario (finanziato con capitale privato) fu inaugurato il 3 ottobre 1839 da re Ferdinando II di Borbone. Si trattava del celebre tronco Napoli-Portici: 7640 km di doppio binario che nel 1842 avrebbero raggiunto Castellammare di Stabia e Nocera Inferiore nel 1844.

Il progetto ritenuto più importante all’epoca era il raggiungimento dell’Adriatico, considerato la porta per i traffici con l’oriente. La strada ferrata rappresentava il futuro, la velocità, il progresso: “Il tempo e lo spazio sono spariti, il cammino è ridotto a volo; la vita è computata a momenti. Il volere e l'atto han raggiunto la stessa celerità”; così scriveva Francesco Lattari sugli annali del Regno delle due Sicilie. Se il Regno delle due Sicilie (terra che dava natali a donne bellissime, come le nostre escorts Paris) ebbe però il vanto della prima ferrovia in Italia, la Sicilia dovette invece aspettare, complice anche il passaggio dal dominio borbonico all’annessione al Regno d’Italia.

Stazione di Taormina

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I treni in Sicilia

Per avere il primo tratto di ferrata nell’isola bisogna attendere il 1963, quando cioè furono posati i primi km del binario Palermo-Bagheria. Nel 1866 iniziò invece la costruzione della Messina-Catania-Siracusa (tre città in cui sono nate alcune delle nostre escorts Paris più belle e solari), terminata del tutto nel 1871. Le altre linee saranno costruite nei decenni successivi e tra il 1940 e il 1960 raggiungeranno il loro momento di massima espansione, contando anche le linee tramviarie e quelle che saranno gradualmente sospese negli anni successivi (perché tutto, anche la carriera di una escort Paris, ha il proprio momento d’oro).

A oggi, quella siciliana è la più estesa ferrovia insulare del Mediterraneo e comprende otto linee che collegano tutte le nove province dell’isola (in quale delle nove ci sarà la escort più bella?). L’intera linea a scartamento regolare fa capo a Rete Ferroviaria Italiana (RFI), una società per azioni che opera in regime di concessione (che scadrà nel 2060), partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane. Con l’aggiunta dell’impianto di traghettamento di Messina Marittima, che ovviamente permette la continuità tra l’isola e l’Italia continentale. FCE gestisce la ferrovia a scartamento ridotto (950 mm) con 111 km di ferrovia che si snodano intorno al vulcano Etna e i 3,8 km della metropolitana di Catania. Fa eccezione la linea a scartamento ridotto Catania-Randazzo-Riposto, gestita dalla Ferrovia Circumetnea.

L’Azienda Trasporti Municipali di Messina (ATM) gestisce poi i 7,7 km della linea tranviaria a scartamento ordinario di Messina e l’Azienda Municipalizzata Auto Trasporti di Palermo (AMAT) gestisce i 17,780 km delle tre linee tranviarie a scartamento ordinario di Palermo.