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Ferrovie Siciliane

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Ferrovie Siciliane
Il rilancio delle ferrovie secondarie della Sicilia è possibile!

Le ferrovie siciliane si trovano in una situazione tale che dire che sia meglio chiuderle sarebbe troppo ovvio e facile. Chiunque di noi potrebbe fare il dirigente delle ferrovie o il politico se la soluzione presa fosse quella di chiudere o tagliare i servizi quando ci sono problemi.
Solo amministratori senza senno potrebbero fare una cosa simile: buttare al vento 1500 km di ferrovie, quasi il 10 x cento delle ferrovie italiane.
Partiamo da una constatazione realistica: le ferrovie siciliane hanno pochi passeggeri, nonostante la domanda di mobilità negli ultimi anni sia aumentata in modo esponenziale, le ferrovie siciliane non sono riuscite a catturare tale domanda; addirittura nelle ferrovie complementari il numero dei passeggeri è diminuito a vista d'occhio ( quello che dico non è supportato da indagini di mercato ma sono sensazione di un utente delle ferrovie siciliane dato che quando viaggio con il treno lo trovo quasi sempre vuoto ). La stessa cosa si può dire per il traffico merci nella tratta Siracusa - Gela in pratica non c'è più, infatti tutti gli scali merci sono stati soppressi.
Allora che fare per rilanciare le ferrovie in Sicilia? Ristrutturare la rete ferroviaria siciliana raddoppiando in breve tempo i binari di tutta l'isola oppure raddoppiare i binari delle tre direttrici più importanti: Palermo- Messina, Siracusa - Messina, Palermo - Catania?
La prima soluzione sarebbe la migliore ma mi sembra molto ideale una soluzione più a lungo termine, la seconda è auspicabile e tra l'altro quest'ultima è un intervento spesso reclamizzato ma solo in parte iniziato.

A noi, però, interessa il presente, le soluzioni che da subito potrebbero dare un impulso alla ferrovia dell'isola.
Secondo me sono quattro gli interventi da eseguire, insieme nello stesso istante, per incrementare il traffico passeggeri; per il momento tralasciamo gli interventi da effettuare per il traffico merci:

1. Ristrutturare e rilanciare le piccole stazioni e presenziarle anche se non necessariamente con personale Fs.
2. L'introduzione di rotabili innovativi come il pendolino diesel
3. L'attivazione di nuove corse regionali di più lungo raggio come la Siracusa-Agrigento, Ragusa-Messina e la Siracusa-Palermo via Modica; tutte corse da effettuare con treni di nuova concezione come i pendolino diesel.
4. Pubblicizzare l'uso del servizio ferroviario tramite le associazioni ferroviarie o gli stessi dirigenti delle Fs nelle scuole, nei pubblici uffici ecc.
a) Piccole stazioni
Le stazioni hanno un ruolo importante per l'incremento dei passeggeri nelle ferrovie. Da quando sono state impresenziate, è iniziato un declino esteriore delle stazioni poiché spesso sono state oggetto di atti vandalici e non solo, sono diventate dimore di persone allo sbando e luoghi per i bisognini di cani e gatti domestici. Tutto questo ha allontanato l'utenza, perché le stazioni piccole sono diventate luoghi insicuri e quindi questo mi fa pensare che non basterebbero nemmeno treni più veloci ed efficienti, che pure sono importanti per il rilancio delle ferrovie siciliane, per catturare nuova utenza. Allora occorre rivitalizzare le stazioni piccole e non mi riferisco solo al rinnovo degli edifici ma anche presenziando le stazioni in un modo nuovo rispetto al passato. Faccio un esempio di come potrebbero essere rivitalizzate; quasi tutte le stazioni sono costituite da un pianterreno e un primo piano. Nel pianterreno dovrebbe operare un bar tabaccheria che venda anche i biglietti ferroviari e un'agenzia di viaggi, nel giardino della stazione i tavolini del bar, nel primo piano fare un B&B, riaprire i gabinetti delle stazioni che di solito sono esterni all'edificio e si trovano locati nel giardino, però adesso sono stati chiusi. Il tutto affidato a un'unica impresa o perché no alle associazioni ferroviarie che si trovano nell'isola. L'impresa dovrebbe garantire anche le pulizie delle stazioni, dare informazione agli utenti delle ferrovie e la vigilanza. Insomma anche le piccole stazioni devono offrire dei servizi che sono essenziali ai viaggiatori.

b) Pendolino diesel
Le automotrici Aln 668 che oggi svolgono il servizio regionale nelle ferrovie siciliane non elettrificate, hanno sostituito nel passato molto dignitosamente le locomotive a vapore per quanto riguarda il trasporto passeggeri, ma via via le prestazioni di queste automotrici gloriose non sono riuscite a tenere il passo con le esigenze moderne, cioè maggiore comfort e più velocità. Trenitalia sta sostituendo gradualmente le automotrici Aln 668 con il cosiddetto minuetto diesel: questi è un treno più potente e veloce delle Aln 668, ma per esprimere questa maggiore potenza e velocità avrebbe bisogno di una rete ferroviaria più lineare e meno tortuosa di quella siciliana. Tant'è che non ha migliorato per niente le prestazioni nelle nostre ferrovie siciliane. L'ex presidente della regione Sardegna, Renato Soru, si accorse subito di questo inconveniente ed espresse la sua insoddisfazione nei confronti del treno Minuetto diesel. La regione Sardegna prese l'iniziativa e provò nelle proprie ferrovie il pendolino diesel spagnolo "Talgo XXI" percorrendo la tratta ferroviaria Cagliari - Sassari di 220 km in due ore e quindici minuti, nonostante che il treno abbia dovuto rallentare in alcuni tratti perché c'erano dei lavori in corso. Il tempo di percorrenza del pendolino secondo gli esperti poteva essere abbassato fino a 1 ora 55 minuti.
Perché non provare anche in Sicilia?

c) Nuovi collegamenti
Le ferrovie siciliane con il pendolino diesel potrebbero offrire nuovi collegamenti ai viaggiatori. Allo stato attuale nell'ambito del trasporto regionale, in Sicilia mancano collegamenti diretti regionali a lunga percorrenza, come il collegamento diretto tra Siracusa-Agrigento, Ragusa-Messina e Siracusa-Palermo via Modica. Attualmente chi volesse percorrere in treno le due città estreme dei collegamenti che ho elencato, impiega tra le sette e quindici ore (la durata del viaggio si riferisce non solo ai tempi di percorrenza dei treni ma anche ai tempi di attesa per la coincidenza). Questo significa che buona parte dell'utenza siciliana è tagliata fuori dal servizio ferroviario anche se la propria città o paese è attraversata dalla ferrovia. I pendolari siciliani hanno come unico vettore possibile per soddisfare la propria esigenza di mobilità: l'auto.
Per ridurre i tempi del trasporto ferroviario basterebbero collegamenti diretti, con l'impiego di nuovi treni innovativi come i Pendolino diesel.
In Germania per incrementare il numero dei viaggiatori nelle ferrovie secondarie sono stati introdotti treni diesel di nuova generazione. E nelle tratte ferroviarie che presentano molte tortuosità opera il pendolino diesel. Con l'utilizzo di questi nuovi treni si ha avuto, nelle tratte secondarie, un incremento dei passeggeri intorno al 40%.

d) Ritrosia nei confronti del trasporto pubblico
I siciliani non sono molto portati all'uso dei mezzi pubblici. In parte questo atteggiamento è dovuto al fatto che in Sicilia non abbiamo mai avuto un sistema di trasporto pubblico, gommato o ferrato, di buona qualità quindi l'utente siciliano non ha una buona considerazione nei confronti del trasporto pubblico. Per invertire questa tendenza comportamentale dei siciliani, i dirigenti delle Fs, magari avvalendosi dell'aiuto delle associazioni ferroviarie dell'isola, dovrebbero reclamizzare l'uso del trasporto ferroviario nelle scuole e anche negli uffici pubblici, dato che i dipendenti pubblici costituiscono una buona fetta del pendolarismo quotidiano. Ovviamente l'invito ad usare il treno come mezzo di trasporto vale per tutte le categorie sociali, ma ha valore se vengono realizzati prima i punti di cui sopra.


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